Ieri si parlava fra amici di Pasolini e Pavese e del perché il primo non comprendesse il secondo. Pasolini ha commesso grandi ingiustizie critiche, ad esempio verso Fenoglio, Joseph Roth, Garcia Marquez; di Pavese diceva ch'era uno scrittore corretto, sempre dalla parte giusta della storia in quanto antifascista -la realtà storica era più sfumata, ma… Continua a leggere Amanti della morte
Categoria: Segni & scritture
Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”
Partiamo dalla fine: Homo homini virus, romanzo giovanile di Ilaria Palomba, ha uno dei finali più impressionanti della narrativa contemporanea: bello e terribile, esso getta retrospettivamente la sua luce su tutta l’opera, rivelandone la sacralità che fino a poco prima sembrava negata, giacché la trama e le atmosfere parevano orientate, piuttosto, alla dissacrazione. Esplicito è… Continua a leggere Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”
Murakami, Ozawa e l’arte del dialogo
Un bel libro da cui ho imparato poco rimane comunque un bel libro. Murakami e Ozawa, lo scrittore appassionato di jazz che ama anche la musica classica e il direttore d'orchestra classico che però ama anche il jazz dialogano per quasi trecento pagine senza che mai il tono del discorso subisca una caduta, senza che… Continua a leggere Murakami, Ozawa e l’arte del dialogo
Perché è così poco conosciuta?
Per il centenario della scomparsa di Katherine Mansfield, nel 2023, Franca Cavagnoli ha curato una raccolta di tre racconti della scrittrice neozelandese: Preludio, Alla baia e La casa delle bambole. Le traduzioni sono dovute rispettivamente alla stessa Cavagnoli, a Marcella Maffi e a Giulia Balducci. Come spiega la curatrice in un’accurata Postfazione, si tratta di… Continua a leggere Perché è così poco conosciuta?
Presentarsi alla morte vivi: il diario di Katherine Mansfield
Ne La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieślowski, Weronika muore improvvisamente durante un concerto, a Cracovia. Gli spettatori del film però non assistono alla sua morte: la vedono cantare con sempre più fatica, e poi, sul controcampo del pubblico in sala, la cinepresa trema, si sente un tonfo e gli spettatori, dapprima sbigottiti e… Continua a leggere Presentarsi alla morte vivi: il diario di Katherine Mansfield
Limonov
Rubare l'anima: è questo che ha fatto Carrère. Limonov non è una biografia: è un corpo a corpo, un confronto fra il protagonista e il suo biografo, in cui entrambi perdono pezzi di se stessi. Eduard Limonov è esistito davvero: è stato il leader del partito nazionalbolscevico, il partito di coloro che in Russia si… Continua a leggere Limonov
La voce di Goliarda
Il 30 agosto 1996 sulla mia città, Pescara, c'era stato un temporale estivo; io avevo passato il pomeriggio guardando C'era una volta in America ed ero uscito la sera con addosso ancora l'atmosfera del film -in una città dove il grigio del cemento si mescolava al giallo delle luci notturne, al rossastro del cielo dopo… Continua a leggere La voce di Goliarda
Le voci di Nietzsche
Nelle memorie di Resa von Schirnhofer ho trovato tutto quello che mi aspettavo su Nietzsche, ma con un sovrappiù d’intensità. In passato mi ero imbattuto in qualche testimonianza nel libro di Jaspers, poi in altre letture fatte di sfuggita; mai avevo letto un resoconto così ampio di una persona che lo aveva conosciuto. Mi hanno… Continua a leggere Le voci di Nietzsche
La forma spaventosa della purezza: Cristina Campo, “Lettere a Mita”
Leggere questa parte dell'epistolario di Cristina Campo suscita un misto di esaltazione e sbigottimento. È tutto altissimo, tutto in luce in queste lettere, anche quei passaggi che non si capiscono bene perché fanno riferimento a cose note solo ai corrispondenti. Una donna misteriosa, spirituale sì, e inconciliabile con tutto ciò che non è assoluto, eppure… Continua a leggere La forma spaventosa della purezza: Cristina Campo, “Lettere a Mita”
“Una minima infelicità”: la rivelazione di Carmen Verde
Una minima infelicità di Carmen Verde è una rivelazione: l’ho letto in poche ore, ma non è questo il punto: i romanzi belli non sono quelli che si leggono in poche ore. È che quelle ore sono state colme. L’autrice ha infuso tanta realtà ai suoi personaggi che poche pagine le sono bastate ad animarli… Continua a leggere “Una minima infelicità”: la rivelazione di Carmen Verde








