L’artista non è irresponsabile

Nutro sentimenti contrastanti sulla vicenda Gergiev. Sono lontano dalla russofobia che ha portato a censurare artisti russi di vari orientamenti politici, anche contrari a Putin, per il semplice fatto di essere russi, per non parlare della ridicola vicenda delle lezioni su Dostoevskij di Paolo Nori. Al tempo stesso, mi preme fare alcune considerazioni: 1) faccio… Continua a leggere L’artista non è irresponsabile

Il mago rinuncia alla magia

C’è un piccolo film di Fellini, Intervista, che è il suo penultimo e che desideravo rivedere da tempo. Trent’anni fa mi parve il suo peggiore. Rivedendolo oggi con la speranza di rivedere anche il mio giudizio, mi sono trovato purtroppo a confermarlo: è carino, divertente, ma Fellini era vecchio e aveva già dato tutto. Qui… Continua a leggere Il mago rinuncia alla magia

Un’occasione persa

Spesso, nei film biografici, accade che il biografato non c’è: c’è un attore, più o meno rassomigliante e credibile, che lo interpreta, vediamo episodi della sua biografia, ma la dimensione umana del personaggio, il suo carattere, la sua aura, non vengono fuori: esigenze di brevità, forse; o forse il fatto che, quando di qualcuno abbiamo… Continua a leggere Un’occasione persa

“Perdutamente”: la forza di vivere

Recentemente, in un’intervista, Fosca Navarra ha descritto Perdutamente come un libro sull’adolescenza: io credo che ciò sia riduttivo: Perdutamente è un libro sull’intensità, sul vivere al limite, sul crinale pericoloso tra la fedeltà all’immaginario che ci ha formati e lo schianto inevitabile col reale. “Voglio una vita all’altezza della mia immaginazione” ha scritto Ilaria Palomba… Continua a leggere “Perdutamente”: la forza di vivere

Patrizia Baglione, “Madre che resta”

Se nella precedente raccolta dell’autrice, Nero crescente, amore e morte costituivano un nesso identitario, in Madre che resta tale nesso trova un oggetto in cui incarnarsi: il corpo del feto abortito, frutto d’un amore che è morto a sua volta. Sono numerose le occorrenze della parola morte tra i versi: “voglio smettere di morire /… Continua a leggere Patrizia Baglione, “Madre che resta”

Tugan Sokhiev

(a Ilaria Palomba, compagna d'avventure musicali) Uno dei miei concerti per pianoforte e orchestra preferiti è il Secondo di Prokof’ev, e lo è soprattutto per ciò che accade poco dopo l’inizio del quarto movimento. Indicato come Allegro tempestoso, inizia come una guerriglia tra pianoforte e orchestra, col solista impegnato in repentini salti di registro e… Continua a leggere Tugan Sokhiev

Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”

Partiamo dalla fine: Homo homini virus, romanzo giovanile di Ilaria Palomba, ha uno dei finali più impressionanti della narrativa contemporanea: bello e terribile, esso getta retrospettivamente la sua luce su tutta l’opera, rivelandone la sacralità che fino a poco prima sembrava negata, giacché la trama e le atmosfere parevano orientate, piuttosto, alla dissacrazione. Esplicito è… Continua a leggere Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”

A sessant’anni e mezzo di distanza

A 14 anni vedevo Otto e mezzo almeno una volta a settimana: per me era il massimo del cinema, e il cinema il massimo dell’arte. Fellini era appena morto e c'era l'aura di un mito ancora fresco. Rivederlo oggi è assistere a un magnifico concerto di musiche di Nino Rota e a una messinscena superba,… Continua a leggere A sessant’anni e mezzo di distanza

25 aprile

Quando le elezioni italiane erano state vinte da un partito neofascista, Aurelio aveva passato diversi giorni a guardare documentari su Mussolini, arrivando a formulare riflessioni originali.Per Aurelio, la vera unità d'Italia non l'hanno fatta i padri risorgimentali: l'ha fatta Mussolini, che per primo ha avuto i mezzi di comunicazione per arrivare a tutti gli italiani.… Continua a leggere 25 aprile

Il tonfo di un Icaro moderno

Il mistero di Oberwald è veramente un brutto film: e non perché il soggetto, tratto da un pomposo dramma di Cocteau, sia poco congeniale ad Antonioni, poiché dalla recitazione straniante degli attori è evidente che il regista vi si accosta con intento ironico, che lo svuota dall'interno rendendo il dramma un dramma di marionette, un… Continua a leggere Il tonfo di un Icaro moderno