Il mistero è altra cosa dal segreto. Il segreto è spiegabile, ma la sua spiegazione è nota a pochi: riguarda gli iniziati. Il mistero, invece, non è conosciuto da nessuno: riguarda le cose ultime, e nel momento in cui anche uno solo ne trova la chiave, cessa di essere un mistero. La vera arte mescola… Continua a leggere Chiara Romanini, “Dimore perdute”
Chiara Romanini, “Voci di pietra”
Si produce una singolare reazione chimica quando l’arte di Chiara Romanini incontra la rocca di Craco. Sembra che quel paese, un tempo roccaforte strategica e ora accumulo di case morte, stia lì per incontrare la trasfigurazione della sua fotografia. La poetica di fantasmi della giovane artista persiste in una luce nuova, non intima e crepuscolare… Continua a leggere Chiara Romanini, “Voci di pietra”
Chiara Romanini, “Pelle di fantasma”
È un mondo di fantasmi quello di Chiara Romanini. Un mondo attraversare il quale è ipnotizzante. Il dolore innominabile, senza volto, che le sue visioni calcificano evoca più di un riferimento ai maestri, dai volti velati di Magritte all’accumulo di oggetti morti di Boltansky; da Man Ray alle melodie visive della pittura metafisica. Ma la… Continua a leggere Chiara Romanini, “Pelle di fantasma”
Cesare Pavese, “La terra e la morte”
La terra, per Pavese, non significa solo la morte, ma anche l’immutabilità della natura e delle stagioni. La quaglia, le viti, le colline: Pavese nomina di continuo queste cose, nomina la natura, quella vivente e quella non vivente, con l’attitudine familiare e insieme fantastico-lirica di un Virgilio. I versi di La terra e la morte… Continua a leggere Cesare Pavese, “La terra e la morte”
Paola Silvia Dolci, “Amiral Bragueton”
“Tutta la mia vita è lettura” afferma Paola Silvia Dolci in un passo di questo inafferrabile -fin dal titolo- Amiral Bragueton. E si può allo stesso modo affermare che tutto per lei è scrittura, che tutta la vita è destinata a finire sulla pagina scritta e che attraverso questo scrivere Paola riscrive il mondo. Ne… Continua a leggere Paola Silvia Dolci, “Amiral Bragueton”
Doris Emilia Bragagnini, “Oltreverso”
Oltreverso – il latte sulla porta (Zonacontemporanea, 2011) rappresenta, più che l’esordio, l’irruzione della voce di Doris Emilia Bragagnini, che nelle cinque sezioni della raccolta (d’assonanza, il mentre, tenera e molesta, di frazioni, al click) offre una rappresentazione icastica, impetuosa, ma anche formalmente riuscita della condizione umana del poeta: di quella diversità desolata e inappagata… Continua a leggere Doris Emilia Bragagnini, “Oltreverso”
Lucetta Frisa, “Cronache di estinzioni”
Cara Lucetta, con le tue Cronache di estinzioni hai dimostrato che si può fare della splendida poesia civile senza parlare né di lotte di classe né di lotte di liberazione, senza agganciarsi a nessuno stato eccezionale della storia ma scavando nella cosiddetta normalità. Non sei stata l’unica a farlo, ma è unico, per quanto ne… Continua a leggere Lucetta Frisa, “Cronache di estinzioni”
“Ai nuovi nati”
È difficile aggiungere a quest’inno Ai nuovi nati (Fiori di Torchio, 2016, con un’incisione di Alejandro Fernandez Centeno) qualcosa di più di quello che ha scritto Corrado Bagnoli nella breve ma esaustiva Introduzione. Perché tutto il resto è risonanza che spazia oltre la letteratura, pur essendo espressa con parole di una letteratura purissima. Scrive Bagnoli:… Continua a leggere “Ai nuovi nati”
Prigioniero dell’immutabile: Cesare Pavese
Parlare di Pavese può essere perfino imbarazzante. Si è detto molto di lui, e spesso per ragioni extraletterarie. La sua figura esercita un fascino che va al di là del valore delle sue pagine, e ha a che vedere con le ragioni più profonde –e imperscrutabili- del male di vivere, del conflitto tra vita e… Continua a leggere Prigioniero dell’immutabile: Cesare Pavese
Katherine Kressmann Taylor, “Destinatario sconosciuto”
Non so nulla di Katherine Kressmann Taylor. Nulla, tranne che ha scritto il più sconvolgente racconto in presa diretta di come un uomo diventa un nazista. In presa diretta perché Destinatario sconosciuto è del 1939. Pubblicato nel 1939: dunque scritto, si suppone, nel 1938. Ma un anno di differenza cosa fa? È difficile credere che… Continua a leggere Katherine Kressmann Taylor, “Destinatario sconosciuto”




