Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Che sorpresa la poesia di Alessia! Innanzitutto, è poesia scritta in una lingua chiara e fruibile, e non in un idioletto del poeta che la rende oscura e poco comprensibile; e già questo è sorprendente in un contesto in cui la poesia è così colpevolmente consapevole che tende a farsi metapoesia di se stessa. Non… Continua a leggere Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Mariasole Ariot: una postelegia

Sfrega sui corpi – fino a quando è quando – non c’è spazio – un passato di animale – vita questa vita – che smette la parola – questa vita che non vive – che chiude e si arrende alla tua vista – la palpebra che azzera la mia voce Nelle poesie di Elegia (Anterem… Continua a leggere Mariasole Ariot: una postelegia

“Dinosauri psicopompi”

“Sono stata brava nel bosco” un morso alla gola, il momento in cui sono più felice è quando soffoco dalla brutalità gli affetti circolari, continui, profondi, rassicuranti blueberry fields covered with mist campi di mirtilli coperti di nebbia e alla fine tutti agnellini ma io voglio scuoiare i lupi Dinosauri psicopompi (Anterem, 2022) è fin… Continua a leggere “Dinosauri psicopompi”

Cristina Polli, “Tutto e ogni singola cosa”

Toni idilliaci dissimulano una pulsazione incalzante. Così si presenta la poesia di Cristina Polli, profondamente femminile per la vitale essenzialità, la contemplativa drammaticità dei momenti più intensi. Robert Schumann scrisse che la musica di Chopin somigliava a "cannoni nascosti in mezzo ai fiori". Potremmo dire lo stesso di questa poesia, ma l'immagine dei cannoni sarebbe… Continua a leggere Cristina Polli, “Tutto e ogni singola cosa”

Elisa Ruotolo, “Corpo di pane”

Da tempo dico che la migliore poesia italiana di questi anni è scritta da donne. È una poesia lontanissima dagli stereotipi sulla “scrittura femminile” e caratterizzata da una precisione di linguaggio che ha il suo antecedente in Emily Dickinson. Un esempio di questa scrittura è Corpo di pane di Elisa Ruotolo (nottetempo, 2019). Si apre… Continua a leggere Elisa Ruotolo, “Corpo di pane”

La ferita e la grazia: Isabella Bignozzi, “Memorie fluviali”

lo vedi amore mio con questa preghiera selvaggia fiamma libera come saliamo in alto sopra il taglio e la tregua com’è avvolta di salvezza ogni nostra cura e queste nere piccole morti che provano a stringerci i polsi non hanno più la via né le mani diventano giorno diventano acqua Tutto è ferita nella poesia… Continua a leggere La ferita e la grazia: Isabella Bignozzi, “Memorie fluviali”

Tra la Passione e Terezin: Silvia Comoglio, “Via Crucis”

In quasi tutti i diciassette testi che compongono questo brevissimo poemetto (Via Crucis, puntoacapo, 2014) il ritmo è faticoso e scandito: è il ritmo di una durissima salita. Silvia Comoglio attinge a tutta la fatica della lingua per restituire almeno un po’ dell’orrore della via crucis. La sua originalissima sillabazione delle parole e la dilatazione… Continua a leggere Tra la Passione e Terezin: Silvia Comoglio, “Via Crucis”

“Sentinella” di Marco Ercolani

Nella multiforme produzione di Ercolani -torrenziale autore di piccoli libri, poligrafo ossessivo che da anni porta avanti una perturbante narrativa apocrifa, una riflessione critica attenta alle "voci di confine" e una poesia tesa e sapienziale- Sentinella (Carta Bianca, 2011) svolge il ruolo del Giano bifronte. Alcuni lo annoverano tra i suoi libri di poesia, altri… Continua a leggere “Sentinella” di Marco Ercolani

La materia oscura della vita: Eleonora Rimolo

...Questo è il martirio cocente: non essere ascoltati dal cielo, sentire il sangue avvelenato e non riuscire a fermarlo, provare a fallire a stanare il corpo come se ci fosse un ladro dentro la casa asettica, scavata, da anni abbandonata. Sono immagini di disperata violenza quelle di Eleonora Rimolo nella sua ultima e più matura… Continua a leggere La materia oscura della vita: Eleonora Rimolo

La risonanza amorosa del mondo: Silvia Comoglio, “Afasia”

Bisognerebbe disporre di una lingua nuova per scrivere di Silvia Comoglio: di una lingua all’altezza del suo “italiano così intensamente pensato nella lingua delle origini”, come lo definisce Elio Grasso nella postfazione a questo bellissimo Afasia (Anterem, 2021), forse l’opera più compiuta della poetessa piemontese. Compiuta proprio per il suo rinunciare a ogni tentativo di… Continua a leggere La risonanza amorosa del mondo: Silvia Comoglio, “Afasia”