(postfazione al libro omonimo di Marilena Votta, Edizioni Progetto Cultura, 2025)Sono nata da una madre in lutto scrive Marilena Votta, e questa dichiarazione è quasi la premessa di una scrittura scavata nel trauma e nello splendore di esistere. Se la poesia, diceva Zanzotto, è eterna riabilitazione da un trauma di cui s’ignora la natura, quella… Continua a leggere “Quando sono nata ho smesso di essere aria”
Il problema Bernstein
Non sono mai riuscito ad amare completamente Bernstein. L'uomo era simpaticissimo, ma il direttore mancava spesso di finezza, malgrado la cura più che ossessiva per i dettagli che metteva financo in fase di post-produzione discografica. Uno dei problemi è proprio questo: Bernstein adora i dettagli, li sottolinea e li ricopre con l'evidenziatore. Troppo, e più… Continua a leggere Il problema Bernstein
L’artista non è irresponsabile
Nutro sentimenti contrastanti sulla vicenda Gergiev. Sono lontano dalla russofobia che ha portato a censurare artisti russi di vari orientamenti politici, anche contrari a Putin, per il semplice fatto di essere russi, per non parlare della ridicola vicenda delle lezioni su Dostoevskij di Paolo Nori. Al tempo stesso, mi preme fare alcune considerazioni: 1) faccio… Continua a leggere L’artista non è irresponsabile
Il mago rinuncia alla magia
C’è un piccolo film di Fellini, Intervista, che è il suo penultimo e che desideravo rivedere da tempo. Trent’anni fa mi parve il suo peggiore. Rivedendolo oggi con la speranza di rivedere anche il mio giudizio, mi sono trovato purtroppo a confermarlo: è carino, divertente, ma Fellini era vecchio e aveva già dato tutto. Qui… Continua a leggere Il mago rinuncia alla magia
Un’occasione persa
Spesso, nei film biografici, accade che il biografato non c’è: c’è un attore, più o meno rassomigliante e credibile, che lo interpreta, vediamo episodi della sua biografia, ma la dimensione umana del personaggio, il suo carattere, la sua aura, non vengono fuori: esigenze di brevità, forse; o forse il fatto che, quando di qualcuno abbiamo… Continua a leggere Un’occasione persa
“Perdutamente”: la forza di vivere
Recentemente, in un’intervista, Fosca Navarra ha descritto Perdutamente come un libro sull’adolescenza: io credo che ciò sia riduttivo: Perdutamente è un libro sull’intensità, sul vivere al limite, sul crinale pericoloso tra la fedeltà all’immaginario che ci ha formati e lo schianto inevitabile col reale. “Voglio una vita all’altezza della mia immaginazione” ha scritto Ilaria Palomba… Continua a leggere “Perdutamente”: la forza di vivere
Patrizia Baglione, “Madre che resta”
Se nella precedente raccolta dell’autrice, Nero crescente, amore e morte costituivano un nesso identitario, in Madre che resta tale nesso trova un oggetto in cui incarnarsi: il corpo del feto abortito, frutto d’un amore che è morto a sua volta. Sono numerose le occorrenze della parola morte tra i versi: “voglio smettere di morire /… Continua a leggere Patrizia Baglione, “Madre che resta”
Tugan Sokhiev
(a Ilaria Palomba, compagna d'avventure musicali) Uno dei miei concerti per pianoforte e orchestra preferiti è il Secondo di Prokof’ev, e lo è soprattutto per ciò che accade poco dopo l’inizio del quarto movimento. Indicato come Allegro tempestoso, inizia come una guerriglia tra pianoforte e orchestra, col solista impegnato in repentini salti di registro e… Continua a leggere Tugan Sokhiev
Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”
Partiamo dalla fine: Homo homini virus, romanzo giovanile di Ilaria Palomba, ha uno dei finali più impressionanti della narrativa contemporanea: bello e terribile, esso getta retrospettivamente la sua luce su tutta l’opera, rivelandone la sacralità che fino a poco prima sembrava negata, giacché la trama e le atmosfere parevano orientate, piuttosto, alla dissacrazione. Esplicito è… Continua a leggere Sospesi tra la merce e il Sacro: Ilaria Palomba, “Homo homini virus”
A sessant’anni e mezzo di distanza
A 14 anni vedevo Otto e mezzo almeno una volta a settimana: per me era il massimo del cinema, e il cinema il massimo dell’arte. Fellini era appena morto e c'era l'aura di un mito ancora fresco. Rivederlo oggi è assistere a un magnifico concerto di musiche di Nino Rota e a una messinscena superba,… Continua a leggere A sessant’anni e mezzo di distanza









