Ne La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieślowski, Weronika muore improvvisamente durante un concerto, a Cracovia. Gli spettatori del film però non assistono alla sua morte: la vedono cantare con sempre più fatica, e poi, sul controcampo del pubblico in sala, la cinepresa trema, si sente un tonfo e gli spettatori, dapprima sbigottiti e… Continua a leggere Presentarsi alla morte vivi: il diario di Katherine Mansfield
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Semplicità e perfezione in “Film rosso”
Nel mondo slavo il contatto col dolore è così diretto da riuscire esaltante: accade così in Dostoevskij, in Musorgskij, in Janáček, in certi film di Kusturica -quando Kusturica sapeva fare film-, nelle pagine più biliari di Cioran, e anche in Kieślowski. Quello slavo è un mondo risonante, che conserva un legame forte con l’oralità, dove… Continua a leggere Semplicità e perfezione in “Film rosso”
I campi magnetici dell’umano: “Film blu” di Kieślowski
La prima volta che ho visto Film blu era l’estate del 1994: non era uscito da molto, io avevo quattordici anni e, naturalmente, non lo capii. Allora, per me, l’unico regista era Fellini. A distanza di quasi trent’anni, posso dire di averlo finalmente amato e compreso. Bisogna passare attraverso l’esperienza dell’amore per amare Kieślowski. Tutto il suo cinema è uno… Continua a leggere I campi magnetici dell’umano: “Film blu” di Kieślowski
L’uguaglianza impossibile: “Film bianco” di Kieślowski
Riesce, a quasi trent’anni di distanza, Film bianco, il secondo capitolo della trilogia di Kieślowski dedicata ai colori della bandiera francese. Che viviamo in un’epoca sbagliata lo possiamo constatare dal fatto che questo splendido film è stato in programmazione per tre giorni e una porcheria come Oppenheimer è al cinema da tre mesi; io sono… Continua a leggere L’uguaglianza impossibile: “Film bianco” di Kieślowski



