Un concerto?

Io non so dire quando ha preso corpo l’abitudine di eseguire Mahler così funebremente, con tempi larghissimi, suono pesante, incedere lamentoso: nel pre-Bernstein non era così, e in particolare non sono così le incisioni lasciate dagli interpreti che hanno conosciuto Mahler o lavorato con lui: Walter, Klemperer, Mengelberg, Oskar Fried. Costoro tendono a restituirci un… Continua a leggere Un concerto?

L’uguaglianza impossibile: “Film bianco” di Kieślowski

Riesce, a quasi trent’anni di distanza, Film bianco, il secondo capitolo della trilogia di Kieślowski dedicata ai colori della bandiera francese. Che viviamo in un’epoca sbagliata lo possiamo constatare dal fatto che questo splendido film è stato in programmazione per tre giorni e una porcheria come Oppenheimer è al cinema da tre mesi; io sono… Continua a leggere L’uguaglianza impossibile: “Film bianco” di Kieślowski

“Il Maestro e Margherita”, romanzo di romanzi

Difficile scrivere qualcosa di un capolavoro del Novecento: l’unica risposta possibile a un’opera come Il Maestro e Margherita sembra essere un rispettoso silenzio. Eppure qualcosa va detto, proprio per onorare la sfida che la grande letteratura rappresenta.Come tutte le opere di letteratura fantastica veramente riuscite, anche questa è costruita con logica di ferro -che è… Continua a leggere “Il Maestro e Margherita”, romanzo di romanzi

Il quoziente di salvezza della parola: Annamaria Ferramosca, “Andare per salti”

“La prima impressione lasciatami da questa silloge di Annamaria Ferramosca è quella di uno straordinario senso di libertà, che si sprigiona da contesti di vita quotidiana (interni, passeggiate, viaggi in treno, supermercati), area domestica con segnali come recita il titolo di uno dei testi poetici” scrive Caterina Davinio nella meravigliosa prefazione. E continua: “Un’aria quasi… Continua a leggere Il quoziente di salvezza della parola: Annamaria Ferramosca, “Andare per salti”

Tra il femminismo e il blues: Elisa Audino in “Io qui ci vivo”

Nel 2017 mio figlio è stato operato per un tumore al cervello. Un’esperienza di dolore intenso che ha bloccato ogni cosa. È stato fortunato, oggi è sano, sta bene, suona il pianoforte, è un entusiasta con le sue dissonanze e fragilità, come tutti. E io ho iniziato a scrivere poesie subito dopo. Forse la mia… Continua a leggere Tra il femminismo e il blues: Elisa Audino in “Io qui ci vivo”

La voce di Goliarda

Il 30 agosto 1996 sulla mia città, Pescara, c'era stato un temporale estivo; io avevo passato il pomeriggio guardando C'era una volta in America ed ero uscito la sera con addosso ancora l'atmosfera del film -in una città dove il grigio del cemento si mescolava al giallo delle luci notturne, al rossastro del cielo dopo… Continua a leggere La voce di Goliarda

Le voci di Nietzsche

Nelle memorie di Resa von Schirnhofer ho trovato tutto quello che mi aspettavo su Nietzsche, ma con un sovrappiù d’intensità. In passato mi ero imbattuto in qualche testimonianza nel libro di Jaspers, poi in altre letture fatte di sfuggita; mai avevo letto un resoconto così ampio di una persona che lo aveva conosciuto. Mi hanno… Continua a leggere Le voci di Nietzsche

La forma spaventosa della purezza: Cristina Campo, “Lettere a Mita”

Leggere questa parte dell'epistolario di Cristina Campo suscita un misto di esaltazione e sbigottimento. È tutto altissimo, tutto in luce in queste lettere, anche quei passaggi che non si capiscono bene perché fanno riferimento a cose note solo ai corrispondenti. Una donna misteriosa, spirituale sì, e inconciliabile con tutto ciò che non è assoluto, eppure… Continua a leggere La forma spaventosa della purezza: Cristina Campo, “Lettere a Mita”

Giorgio Ghiotti, “Ipotesi del vero”

Troppo poco allenato il piede a solcare per intero la distanza che spariglia le carte e ci trasforma in pavidi spettri del nulla, troppo elementare credere al traslucido del cuore, al ritorno anonimo in forma di sogno. Mi toccherà d’indovinare la tua voce sirena arborea, stellata figura nel primo canto estivo degli uccelli, di nido… Continua a leggere Giorgio Ghiotti, “Ipotesi del vero”