Forse lo scopo di tutti i poeti è ricongiungere la parola al silenzio: perderla nell’indistinto primordiale dell’Oltresuono e dell’Oltresenso. L’impero che si tace (Giuliano Ladolfi Editore, 2019) è uno smarrimento completo, richiede al lettore la disponibilità a lasciarsi sfare come vento, a lasciarsi accadere mentre fuori la parola accade nel rigoglio dei suoi moti incantatori,… Continua a leggere Ilaria Seclì, “L’Impero che si tace”
“Lina e il canto del mare”
Quante opere, di quante arti, hanno evocato il moto e la profondità del mare? Tante, più di quante io ne conosca. Ma ci sono opere che fanno rivivere il mare attraverso un incrocio di linguaggi. Penso all’Otello di Orson Welles: di fronte al mare in tempesta né le voci umane, né il tonfo del mare… Continua a leggere “Lina e il canto del mare”
“Lettere dal mondo offeso”
Chiarisco subito che questa non è una recensione. Non può esserlo perché non sono esperto dell’opera di Di Ruscio -questo poeta fuori da tutte le coordinate, anche geografiche, del panorama letterario italiano- e perché, come scrive Sebastiano Aglieco nella Postfazione, questo libro mal si presta a un approccio critico tradizionale. Cosa sono infatti le Lettere… Continua a leggere “Lettere dal mondo offeso”
La parola poetica
Ci sono in musica pezzi brevissimi, efficacissimi, che sembrano scritti d'un fiato. Dicono poco, con pochi mezzi, ma dicono tutto l'essenziale. Più che al primo ascolto, quando possono deludere per la loro nudità, li scopri con ascolti successivi. Non raccontano un mondo, non lo evocano: lo istituiscono, e tutto ciò che è al loro interno… Continua a leggere La parola poetica
La partitura di un film
L’Otello di Orson Welles va visto in lingua originale. Non si potrebbe altrimenti apprezzare sia l’espressività della voce di Welles -Fellini raccontava che si poteva stare incantati ad ascoltarlo per ore, anche senza capire una parola- che il suo genio musicale. Welles sa dare all’alternanza, all’impasto, all’ “orchestrazione” di voci suoni e rumori un carattere… Continua a leggere La partitura di un film
Paola Silvia Dolci, “Bestiario, metamorfosi”
L’ultima raccolta poetica di Paola Silvia Dolci, Bestiario, metamorfosi (Gattomerlino/Superstripes, 2019, con introduzione di Filippo Tuena e illustrazioni di Massimo Attardi) è un moto perpetuo di trasformazioni e di rimandi ad altri testi, non solo letterari. Condotta per frasi rapidissime, che hanno l’aspetto di annotazioni e di promemoria, mescola prosa poetica e verso, linguaggi, toponimi,… Continua a leggere Paola Silvia Dolci, “Bestiario, metamorfosi”
Ilaria Seclì in “Fede”
https://www.youtube.com/watch?v=LIVvrmTXTlU L’esperienza della poesia ascoltata dalla voce del poeta ha sempre una sua forza. Non posso dimenticare la musicalità degli antichi dischi di Apollinaire, che legge Le pont Mirabeau come un’aria d’opera; né il granito abbagliante della stentorea, invasata dizione di Ungaretti. Anche quando il poeta non sa recitare, come Sandro Penna, la sua lettura… Continua a leggere Ilaria Seclì in “Fede”
Paola Silvia Dolci, “Portolano”
Unire il “giornale di bordo” al “giornale d’anima” non è un’idea nuova, ma Paola Silvia Dolci la prende proprio alla lettera, e in Portolano (Mattioli1885, 2019) associa parti di un portolano vero e proprio a frammenti di quello che sembra il suo diario. Ma cos’è un portolano? L’enciclopedia Treccani dice: “portolano (ant. portulano) s. m.… Continua a leggere Paola Silvia Dolci, “Portolano”
Paola Silvia Dolci, “Diario del sonno”
Quanto coraggio ci vuole per tradurre in romanzo le note scritte inviate al proprio psicanalista? Diario del sonno di Paola Silvia Dolci (Le Lettere, 2021) è proprio questo: il resoconto fedele di una psicanalisi. Definirlo romanzo è riduttivo: Dolci è principalmente una poetessa e ogni frammento del Diario può essere considerato anche una delle sue… Continua a leggere Paola Silvia Dolci, “Diario del sonno”
La durezza e la pietà: “Ovunque, proteggici” di Elisa Ruotolo
Leggendo Ovunque, proteggici mi è venuta in mente una quantità di riferimenti non solo letterari: a Cent'anni di solitudine di Garcia Marquez per la parte "archeologica" del libro, con la storia della famiglia Girosa; a C'era una volta in America di Sergio Leone e a Chiamalo sonno di Henry Roth per la parte ambientata nella… Continua a leggere La durezza e la pietà: “Ovunque, proteggici” di Elisa Ruotolo




